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Essere autonomi: costi di inizio attività e gestione

  Tra le tante cose che come autonoma ho inserito per i codici ATECO, l’attività principale è quella che più mi interessava a livello di analisi e aggiornamento professionale.  Si tratta di organizzazione e gestione non solo di quello che avevo costruito come artista visuale, ma anche e specialmente di un importante passo verso consulenze a terzi.  Tra le tante analisi fatte in questi anni di attività autonoma ritengo di particolarmente interesse i costi di inizio attività e le spese di gestione dell’attività.  I costi e la gestione non sono indifferenti e sono essenziali per capire le probabilità di reggere non solo al mercato nazionale ma anche e specialmente al mercato globale. È anche un modo per valutare i possibili guadagni commisurati alla gestione nel tempo e per valutare la praticabilità dell’autonomia lavorativa. Sia in caso di inizio che di gestione, il costo principale è la sede ufficiale sia che sia studio o ufficio.  Per un autonomo un ufficio semp...

Design: la produzione che non dimentica il consumatore

 

 

Ho imparato dalla creatività e dal design che il mercato spesso non segue ciò che alcuni pretendono di conoscere. 

Un esempio lampante è che in casi di recessione economica le persone tendono a non spendere i soldi per cose superflue ma riducono la loro spesa all’essenziale. Neanche il famoso free raccoglie in taluni casi il consenso previsto in quanto spesso il settore fa gola ad eccessiva pubblicità, schemi piramidali o altre cose non lecite. 

È dunque capitato di scoprire che nell’analisi di mercato o del marketing per il pre-arrivo di un lavoro di arte o un progetto di design talune volte le cose che pensavi non potessero piacere raccolgono più consenso delle cose che invece credevi avrebbero ottenuto il consenso. 

Come sanno bene le aziende che producono oggetti di uso comune lo studio del mercato prosegue anche dopo la messa in produzione e la conseguente commercializzazione del prodotto. 

Lo studio si amplia a cosa cerca il consumatore, cosa piace al consumatore, il livello di soddisfazione dell’acquisto e anche se l’uso del prodotto è quello per cui è stato ideato e prodotto. 

I designer in alcuni casi amano seguire strade non percorse per attirare l’attenzione del pubblico, delle aziende e dei finanziatori senza pensare in taluni casi che quel prodotto magari non è funzionale all’uso. 

Gli studi di ingegneria mi hanno insegnato che una scala, uno spazio cucina, uno spazio giorno, un ufficio devono seguire delle regole precise per essere fruibili, il design dovrebbe seguire gli stessi standard senza essere inutile e non funzionale. 

La creatività presuppone diverse operazioni, non è solo l’atto di creare in sé ma è anche analisi, sintesi e scelta. 

La fisica ci dice che per andare da A a B possiamo seguire diversi tracciati ma quello che conta è il punto finale ed il punto iniziale così nella creatività ci possono essere diversi modi per iniziare da un’immagine e arrivare all’immagine finale. 

Nello sviluppo di un progetto non ci si ferma mai ad un'unica soluzione ma prima di prendere una decisione definitiva si valutano diverse alternative cercando di guardare ad un'ottica più ampia della soluzione definitiva immaginando anche un possibile cambiamento futuro legato all'evolversi dello stile e dei gusti nel tempo. 

In particolare nei pattern per design non esistono le soluzioni uniche ma per ovvi motivi di produzione si sceglie quella che meglio può essere attrattivo per il mercato commerciale. 

Il differente approccio nei confronti del cercare diverse soluzioni dipende dalla valutazione che un cliente può fare di un prodotto, vedere oltre ciò che può essere una soluzione unica ad un problema e la migliore ricerca di una risposta al bisogno progettuale. 

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