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Essere autonomi: costi di inizio attività e gestione

  Tra le tante cose che come autonoma ho inserito per i codici ATECO, l’attività principale è quella che più mi interessava a livello di analisi e aggiornamento professionale.  Si tratta di organizzazione e gestione non solo di quello che avevo costruito come artista visuale, ma anche e specialmente di un importante passo verso consulenze a terzi.  Tra le tante analisi fatte in questi anni di attività autonoma ritengo di particolarmente interesse i costi di inizio attività e le spese di gestione dell’attività.  I costi e la gestione non sono indifferenti e sono essenziali per capire le probabilità di reggere non solo al mercato nazionale ma anche e specialmente al mercato globale. È anche un modo per valutare i possibili guadagni commisurati alla gestione nel tempo e per valutare la praticabilità dell’autonomia lavorativa. Sia in caso di inizio che di gestione, il costo principale è la sede ufficiale sia che sia studio o ufficio.  Per un autonomo un ufficio semp...

Appunti di percorsi creativi: "Il pensiero sotteso al design"

 

Ricominciare a scrivere dopo un lungo silenzio ed una presa di distanza dal mondo della scrittura vuol dire ritornare sui propri passi e non è facile, specialmente se sei un creativo visuale che usa la scrittura per lo stretto necessario a spiegare i propri progetti. 

È difficile dover spiegare a chi ti legge i motivi per cui hai deciso di aprire una pubblicazione sul web, o non pensare al modo come veicolare gli argomenti di cui volta per volta andrai a trattare sapendo a priori che non sono argomenti comuni ma sono piuttosto rivolti a poche persone. 

Penso che il primo post deve essere una prefazione su ciò che vorremmo scrivere nei post successivi. Deve rappresentare la nostra linea immaginaria su cui appuntare gli argomenti di cui vorremmo parlare, un riferimento per tutte quelle volte che perdiamo di vista lo scopo per cui si scrive, un appunto da rileggere ogni volta che vengono a mancare le motivazioni per continuare, un assunto da rivedere al bisogno per riorganizzare il proprio lavoro in un'ottica nuova od alla luce di nuovi scenari. 

Ho sempre sostenuto che chi fa il creativo deve associare al suo portfolio anche uno spazio dove spiega il suo lavoro. Non uno spazio dedicato al dietro le quinte tecnico, quanto piuttosto uno spazioin cui spieghi il pensiero che c'è dietro il lavoro, il modo e la filosofia che hanno portato a realizzare quel lavoro. Ed è per questo motivo che la mia pubblicazione porta il titolo "Il pensiero sotteso al design"

Ricominciare a scrivere sarà un'avventura, come lo è stato per me approdare nelle arti digitali nel 2011, dopo la scelta di abbandonare per disappunto i concorsi di idee nel settore design e le selezioni di personale da parte dei recruiter, degli studi di architettura e delle aziende informatiche e di design per creare qualcosa di nuovo e diverso. Non sapevo dove questo percorso mi avrebbe portato ma sapevo che doveva essere in totale indipendenza, perché l'indipendenza è come l'immaginazione e ti porta su percorsi che altri non si sognerebbero mai di percorrere e dal quale non si può tornare indietro ma solo andare avanti. 

Il principio fondamentale che mi ha accompagnato in questi anni è stato il rivolgersi all'innovazione nella forma e nel processo creativo perché senza innovazione e sperimentazione non si va lontano ma si rimane solo ancorati a quello che si conosce in virtù di una tradizione che va rispettata ma rivista, disancorata dal presente e da un pensiero comune che pretende ancora di rimanere legato a qualcosa che si conosce piuttosto che investire in un nuovo modo di pensare ed operare. 

Donna nel settore creativo, programmatrice atipica con una passione per le nuove tecnologie e la sicurezza informatica, un background negli studi STEM spesso mi capita di trovare persone che non comprendono il mio lavoro visuale che vive di interdisciplinarietà e nuove tecnologie. 

I miei lavori sono principalmente astratti e spesso la presentazione associata al lavoro non basta a spiegare a chi guarda quello che tu hai fatto. Molti sono abituati principalmente a settori tradizionali dell'arte, l'arte digitale spesso non è considerata arte e se operi in campi del digitale non ordinari non troverai qualcuno che ti appoggia anzi dovrai combattere il doppio per ottenere quello che ti spetta. 

Il dover essere sintetici nella spiegazione per lasciare spazio alla parte visuale del lavoro non ti consente di spiegare cosa c'è dietro una scelta artistica, le motivazioni che ti hanno portato a fare quel tipo di lavoro piuttosto che un altro, il percorso che ti ha portato a realizzarlo. 

Il pensiero creativo è un pensiero complesso che talvolta esige momenti di riflessione e di revisione, momenti che ti riportano su lavori che magari avevi archiviato come non fattibili e che poi alla luce di nuove conoscenze acquisite possono portare a nuovi scenari o nuove prospettive. 

Ecco, qui sarà lo spazio dove spiegherò quello che non si percepisce dalle immagini, le scelte che mi hanno spinto a fare alcuni lavori ed il perchè di quelle scelte. 

Non spiegherò le tecniche ma le motivazioni profonde. 

Non avrò un calendario specifico da seguire per i post e qualche volta probabilmente farò delle deviazioni da questa prefazione. L'aspetto critico che mi ha portato a cambiare alcune cose della mia vita resta il motivo principale per cui sono approdata nelle arti digitali da indipendente e sono parte integrante del mio lavoro in questi anni, ed allora sarà utile rileggere questo post così da ricordare l'impegno preso e rivedere quella linea immaginaria tracciata in modo tale da non divagare troppo. 

DEDICA: Questa pubblicazione è dedicata alle uniche due persone che mi hanno sempre appoggiato e sostenuto nelle mie scelte di vita nonostante tutto e tutti e da cui ho imparato la cosa più importante: il valore della libertà di scelta, l'autonomia di pensiero, la meritocrazia, il rispetto delle regole ma soprattutto delle persone.

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