Passa ai contenuti principali

Essere autonomi: costi di inizio attività e gestione

  Tra le tante cose che come autonoma ho inserito per i codici ATECO, l’attività principale è quella che più mi interessava a livello di analisi e aggiornamento professionale.  Si tratta di organizzazione e gestione non solo di quello che avevo costruito come artista visuale, ma anche e specialmente di un importante passo verso consulenze a terzi.  Tra le tante analisi fatte in questi anni di attività autonoma ritengo di particolarmente interesse i costi di inizio attività e le spese di gestione dell’attività.  I costi e la gestione non sono indifferenti e sono essenziali per capire le probabilità di reggere non solo al mercato nazionale ma anche e specialmente al mercato globale. È anche un modo per valutare i possibili guadagni commisurati alla gestione nel tempo e per valutare la praticabilità dell’autonomia lavorativa. Sia in caso di inizio che di gestione, il costo principale è la sede ufficiale sia che sia studio o ufficio.  Per un autonomo un ufficio semp...

Arte e design: una visione e non solo un prodotto da consumare

 

Se pensi che l’arte sia un prodotto da consumare piuttosto che da apprezzare probabilmente stai leggendo il post della persona sbagliata, stai guardando l’opera sbagliata o stai seguendo la corrente artistica sbagliata. 

Di arte finalizzata a creare eventi mondani con la sola finalità di allungare l’elenco dei possibili venditori ne abbiamo tanti, motivo per cui vedo in questa operazione del tutto e subito in tempi rapidi una semplice attività di marketing o un evento di aggregazione volto a far raggruppare alcune persone per tale scopo. 

Ricerche di mercato dicono che il settore creativo è un settore che crea posti di lavoro e sarà dunque per questo motivo che in questo settore ci finiscono tutti e spesso sono solo persone che si sentono tali e ambiscono a essere l'ultima notizia del settore sul web o della stampa. 

Cosa sarebbe in realtà l’arte in una operazione di marketing? 

Un evento con annessi e connessi senza una reale risposta alla vecchia parola ARS. Un modo per tenere occupati un certo numero di persone in un tale luogo ed in una tale data allo scopo di far vedere che va tutto bene nel mondo dell’arte. 

In realtà è la dimostrazione per l’ennesima volta di non volere cercare qualcosa di diverso ma di seguire un merchandising forzato su un settore che non guarda alla realtà attuale ma è un tentativo di stare ai passi con tutta la storia dell’arte di cui ha perso il reale valore. 

Se uno pensasse all’arte come era una volta allora dovremmo ricoprire le nostre pareti di opere d’arte ed invece molte volte vediamo solo stampe o copie di altri e mai qualcosa di nuovo. 

La novità è ben lontana da quella che vediamo. 

Se pensiamo alla creatività come settore di affiancamento alla produzione di oggetti o fashion quotidiani vediamo che molto spesso i pattern sono classici. 

Questi pattern non sono sbagliati, ma se guardiamo all’artigianato, i nuovi artigiani digitali continuano a rieditare il vecchio senza innovare nonostante le tecnologie. Sembrano una copia di vecchi pattern artigianali appartenenti alla tradizione che invece sono patrimonio immateriale trasmesso spesso nelle botteghe artigiane da padre in figlio. 

Dal punto di vista della sicurezza cibernatica che si occupa della parte oscura della rete e della società compreso il marketing illegale e il finanziamento di operazioni illegali ai danni dei creativi vedo una cosa totalmente diversa che a molti sfugge. 

Può sembrare cattivo ma l’arte è un bene rifugio che piace non solo ai collezionisti ma anche ad altre persone, e il design rimane sempre il target preferito degli illegali e della concorrenza sleale come molti ricordano di una vecchia soap opera. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Design: la produzione che non dimentica il consumatore

    Ho imparato dalla creatività e dal design che il mercato spesso non segue ciò che alcuni pretendono di conoscere.  Un esempio lampante è che in casi di recessione economica le persone tendono a non spendere i soldi per cose superflue ma riducono la loro spesa all’essenziale. Neanche il famoso free raccoglie in taluni casi il consenso previsto in quanto spesso il settore fa gola ad eccessiva pubblicità, schemi piramidali o altre cose non lecite.  È dunque capitato di scoprire che nell’analisi di mercato o del marketing per il pre-arrivo di un lavoro di arte o un progetto di design talune volte le cose che pensavi non potessero piacere raccolgono più consenso delle cose che invece credevi avrebbero ottenuto il consenso.  Come sanno bene le aziende che producono oggetti di uso comune lo studio del mercato prosegue anche dopo la messa in produzione e la conseguente commercializzazione del prodotto.  Lo studio si amplia a cosa cerca il consumatore, cosa piac...

Marketing organico: come mi hai trovato?

   Se bisogna parlare di marketing organico evitate categoricamente le parole: virale e non-convenzionale!  In informatica di virale esiste solo la propagazione dei malware e di non-convenzionale trovate solo lo spam!  Motivi per i quali se volete parlare seriamente di marketing chiedete ai clienti e ai vostri lettori da dove sono arrivati a voi e perché sono arrivati a voi.  La migliore delle domande è sempre come mi hai trovato sul web o nel mercato commerciale, ossia con quali termini di ricerca o parole chiave mi hai trovato o attraverso quale passaparola sei arrivato a me.  Le tecnologie digitali offrono una vastità di informazioni.  Questo avanzamento tecnologico ovviamente porta anche un eccesso di informazione che come tutte le cose ha il suo lato oscuro.  In questo eccesso di informazioni bisogna trovare il modo di arrivare all’interlocutore giusto in modo da attirare la sua attenzione senza passare per una lettura veloce e distratta o pe...

Brand e marketing: cosa comunichi?

  La comunicazione del brand e marketing può talvolta non essere semplice come pensiamo.  Cosa un brand rappresenta è legato alla linea di sviluppo del settore produttivo o di servizio, cosa comunica è legato alla strategia marketing e alla soddisfazione dei consumatori che acquistano i suoi prodotti o servizi.  Dal mio brand commerciale è nata una fork che è uno spazio scrittura su cui confluisce quello che è il background del persona branding e del brand commerciale ma anche quello che il professionista dietro entrambi pensa o vuole far conoscere a proposito del suo lavoro.  È nato così SPACEFORMDSGN come evoluzione anche di name branding del brand commerciale.  Le parole che lo compongono sono la variante inglese: “ SPACE ” “ FORM ” “ DSGN ”.    In questo caso ho preferito conservare la parte contratta e usare le parole della radice in inglese per estendere il marketing del brand al mercato globale.  Nell’evoluzione per la scrittura ho preferi...