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Brand e marketing: cosa comunichi?

  La comunicazione del brand e marketing può talvolta non essere semplice come pensiamo.  Cosa un brand rappresenta è legato alla linea di sviluppo del settore produttivo o di servizio, cosa comunica è legato alla strategia marketing e alla soddisfazione dei consumatori che acquistano i suoi prodotti o servizi.  Dal mio brand commerciale è nata una fork che è uno spazio scrittura su cui confluisce quello che è il background del persona branding e del brand commerciale ma anche quello che il professionista dietro entrambi pensa o vuole far conoscere a proposito del suo lavoro.  È nato così SPACEFORMDSGN come evoluzione anche di name branding del brand commerciale.  Le parole che lo compongono sono la variante inglese: “ SPACE ” “ FORM ” “ DSGN ”.    In questo caso ho preferito conservare la parte contratta e usare le parole della radice in inglese per estendere il marketing del brand al mercato globale.  Nell’evoluzione per la scrittura ho preferi...

Arte e design: una visione e non solo un prodotto da consumare

 

Se pensi che l’arte sia un prodotto da consumare piuttosto che da apprezzare probabilmente stai leggendo il post della persona sbagliata, stai guardando l’opera sbagliata o stai seguendo la corrente artistica sbagliata. 

Di arte finalizzata a creare eventi mondani con la sola finalità di allungare l’elenco dei possibili venditori ne abbiamo tanti, motivo per cui vedo in questa operazione del tutto e subito in tempi rapidi una semplice attività di marketing o un evento di aggregazione volto a far raggruppare alcune persone per tale scopo. 

Ricerche di mercato dicono che il settore creativo è un settore che crea posti di lavoro e sarà dunque per questo motivo che in questo settore ci finiscono tutti e spesso sono solo persone che si sentono tali e ambiscono a essere l'ultima notizia del settore sul web o della stampa. 

Cosa sarebbe in realtà l’arte in una operazione di marketing? 

Un evento con annessi e connessi senza una reale risposta alla vecchia parola ARS. Un modo per tenere occupati un certo numero di persone in un tale luogo ed in una tale data allo scopo di far vedere che va tutto bene nel mondo dell’arte. 

In realtà è la dimostrazione per l’ennesima volta di non volere cercare qualcosa di diverso ma di seguire un merchandising forzato su un settore che non guarda alla realtà attuale ma è un tentativo di stare ai passi con tutta la storia dell’arte di cui ha perso il reale valore. 

Se uno pensasse all’arte come era una volta allora dovremmo ricoprire le nostre pareti di opere d’arte ed invece molte volte vediamo solo stampe o copie di altri e mai qualcosa di nuovo. 

La novità è ben lontana da quella che vediamo. 

Se pensiamo alla creatività come settore di affiancamento alla produzione di oggetti o fashion quotidiani vediamo che molto spesso i pattern sono classici. 

Questi pattern non sono sbagliati, ma se guardiamo all’artigianato, i nuovi artigiani digitali continuano a rieditare il vecchio senza innovare nonostante le tecnologie. Sembrano una copia di vecchi pattern artigianali appartenenti alla tradizione che invece sono patrimonio immateriale trasmesso spesso nelle botteghe artigiane da padre in figlio. 

Dal punto di vista della sicurezza cibernatica che si occupa della parte oscura della rete e della società compreso il marketing illegale e il finanziamento di operazioni illegali ai danni dei creativi vedo una cosa totalmente diversa che a molti sfugge. 

Può sembrare cattivo ma l’arte è un bene rifugio che piace non solo ai collezionisti ma anche ad altre persone, e il design rimane sempre il target preferito degli illegali e della concorrenza sleale come molti ricordano di una vecchia soap opera. 

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