Non sempre la partita iva da professionista indipendente è la scelta giusta. In molti casi e per diversi tipi di attività può essere più utile aprire una srl (società a responsabilità limitata), specialmente se si devono chiedere dei finanziamenti più elevati.
Le srl diversamente dai professionisti hanno più opportunità di accedere a dei finanziamenti in quanto possiedono già un capitale sociale di base.
Quando si apre una srl non bisogna dimenticare che ha dei costi di gestione e degli obblighi maggiori rispetto ad una partita iva professionale.
Innanzitutto bisogna vedere se è unipersonale (socio unico) o con più soci.
Bisogna ricordare che una srl è una persona giuridica a cui va assegnato un codice fiscale oltre che una partita iva e va registrata in camera di commercio in una delle forme presenti. A fine anno, inoltre, è obbligata a presentare i libri contabili vidimati da un revisore dei conti.
Alla fondazione va stipulato un atto costitutivo in cui vanno indicati i soci e altre cose tecniche legate alla costituzione.
Una srl ordinaria richiede diecimila euro di capitale iniziale per la fondazione più altre spese tecniche legate alla gestione.
Se non si ha quella cifra si può optare per una cifra minore che poi bisogna coprire con i guadagni successivi. Nel caso non si riesce a coprire si rischia il fallimento perchè alla consegna dei libri contabili si evidenzia il problema di fondo.
Le forme di srl sono commerciale, artigiana o agricola.
Per srl artigiana o agricola almeno uno dei soci della srl deve essere artigiano o IAP (imprenditore agricolo a titolo principale) iscritto ad INPS nella relativa sezione. Oltre la persona giuridica srl anche tutti i soci della srl devono essere iscritti ad INPS in una delle forme richieste per poter lavorare.
Tra le srl troviamo anche quelle identificate come startup innovative iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese, queste per rimanere nel registro devono mantenere i requisiti richiesti ogni anno.
Queste startup devono avere almeno uno dei tre requisiti sottoindicati:
- avere una quota del 15% a disposizione per ricerca e sviluppo,
- la forza lavoro deve prevedere 1/3 di dottori di ricerca oppure 2/3 di laureati,
- l'impresa è titolare di un brevetto.
La legge per queste prevede degli incentivi e delle semplificazioni maggiori rispetto a quelle ordinarie in particolare all'atto costitutivo è possibile optare per un capitale minore rispetto a quello ordinario ed in caso di fallimento ha procedure più rapide.
In caso sia cresciuta ed è in grado di continuare come normale impresa viene avviata verso una PMI (piccola media impresa) innovativa.
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